Ultimo Trip: Capitolo 3- Quello che Volevamo Vedere

Strauss piegò la testa in giù, come un bambino in castigo e si nascose il viso nelle mani. V. si scrollò le spalle, gli poggiò una mano sulla schiena e si avvicinò all’orecchio.

«Senti, le foglie di Fathima sono un allucinogeno, va bene? Nulla di più, nulla di meno. Non possono essere l’unico fattore determinante delle nostre visioni. Nessuno può controllarle. Il luogo in cui ci troviamo, la nostra disposizione d’animo, quello che ci turba o che ci solleva nel momento in cui le assumiamo. Ecco, pensa a un fornello: le nostre Luci sono il gas e le foglie l’accendino che alimentano la fiamma.»

«E allora?»

«E allora la tua Luce sta cercando di dirti qualcosa. Tra tre giorni sarà l’avvento del Mondo Nuovo e quello vecchio che ti sei creato attorno sta cominciando a crollarti addosso. Proprio oggi. Pensi sia una coincidenza?» V. si piegò verso di lui e gli strinse il braccio con entrambe le mani. Il suo viso vibrava di una gioia impaziente ed estatica. «In fondo allo stomaco, temi quel giorno come tutti gli altri. È una data di scadenza per metterci al pari con i nostri debiti col mondo. Il tuo corpo sta rispondendo fisiologicamente alle tue ansie, ai tuoi sensi di colpa e le foglie stanno facendo da amplificatore. Perché pensi che la gente si unisca alla nostra comunità? Abbiamo colpe da espiare, fantasmi da cacciare e la mano di Fathima ci abbraccia tutti, indistintamente, e ci aiuta a mettere tutto lo sporco sotto il tappeto.»

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